La Festa del Sacrificio o "Eid Al-Adha", è la festa celebrata ogni anno nel mese lunare di "Dhū l Ḥijja", in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico, detto "hajj". La festa, ha luogo il 10 "Dhū l Ḥijja" o nei tre immediati giorni successivi (11-12-13 "Dhū l-Ḥijja", detti "ayyām al-tashrīq"), in tutto il mondo islamico. In tali giorni una norma islamica vieta qualsiasi tipo di ascesi e di digiuno, essendo considerati questi i "giorni della letizia". Come tutte le festività musulmane, la festa non ha una data fissa; si celebra il decimo giorno del mese lunare "Dhū l Ḥijja". Per il 2019 la data approssimativa è fissata per l’11 Agosto.
La “Festa del Sacrificio”, o “La Grande Festa” (così viene chiamata) richiama il passo contenuto sia nel Corano che nella Bibbia, nel quale Diochiede ad Abramo un sacrificio, e Abramo accetta di sacrificare suo figlio come atto di obbedienza. Il racconto vuole che l’Arcangelo Gabriele lo blocchi in quanto Dio, mosso a pena, accetta che venga sacrificato un montone al posto del figlio.E` quindi il simbolo più alto della totale ed indiscussa sottomissione a Dio.
La Festa del Sacrificio si celebra in corrispondenza con il pellegrinaggio alla Mecca, che ogni musulmano dovrebbe osservare almeno una volta nella sua vita.
Nel giorno della "ʿīd al-aḍḥā", i musulmani sacrificano come Abramo un animale - detti "uḍḥiya" (in arabo): أضحية o "qurbānī "- che, secondo "la sharīʿa", deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide; negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone, fino a sette. L'animale viene ucciso mediante sgozzamento, con la recisione della giugulare che permetta al sangue di defluire, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è sacro ed è quindi proibito mangiarne. La cerimonia dello sgozzamento avviene il giorno 10 o nei tre giorni seguenti, nel periodo di tempo (waqt) compreso fra la fine della preghiera del mattino e l'inizio della preghiera del pomeriggio. Viene sgozzato da un uomo, che deve essere in stato di purità legale (ṭahāra), pronunciando un "takbīr", ovvero la formula: ‹‹ nome di Dio! Dio è il più grande››.
Il rituale dell’uccisione del montone, determina la fine del pellegrinaggio.
Tutti coloro che non effettuano il pellegrinaggio, osservano il rituale secondo il quale il Capo-Famiglia uccide l’animale (che deve essere adulto, almeno di 1 anno, e sano) e la carne viene suddivisa in tre parti: una per chi ha materialmente provveduto all’uccisione dell’animale, una parte per tutta la famiglia, ed una parte per i più poveri.
l'ʿīd al-aḍḥā inizia con una breve preghiera nella moschea, preceduta da un corale takbīr e seguita da un sermone (khuṭba). A tale insieme di cerimonie partecipano uomini e donne e spesso i bambini, che per l'occasione altamente festiva, usano indossare i loro migliori abiti. In analogia con il Natale o le festività ebraiche, è un momento di raccoglimento della famiglia che trascorre il tempo insieme, ci si veste a festa e si comprano i regali ai bambini.
Per conoscere piu` informazioni sulla cultura, sulle tradizioni e sulle feste egiziani, potrete dare un'occhiata sul nostro sito : https://italiano.corsinitravel.com/